Condividi questo post

L’appuntamento è per domenica 24 luglio alle ore 21,15 al Teatro Greco di Eraclea Minoa

“Il Rosario” con Filippo Luna e Nenè Barini, tratto da Federico De Roberto. La storia di una madre e quattro figlie e, attraverso le loro vicende, una riflessione complessa sul potere in ambito politico, religioso, familiare. Progetto, drammaturgia e regia di Clara Gebbia ed Enrico Roccaforte, musiche originali di Antonella Talamonti, con Filippo Luna e Nenè Barini, Germana Mastropasqua, Alessandra Roca.

“Quando ci siamo imbattuti ne “Il Rosario” di Federico De Roberto abbiamo colto la possibilità di dar vita ad una pièce che fondesse musica e teatro – spiegano gli autori – L’universo sonoro a cui ci riferiamo è quello della musica di tradizione orale italiana, che è tradizionale e contemporanea al tempo stesso, sacra e profana, potente ed emozionante. Questa musica ancora vive in Italia, dal nord al sud, perché ci sono delle comunità che la cantano nei propri riti, come parte irrinunciabile della propria identità. Ciò che ci interessa è la capacità di questa musica di raccontare il reale, di ispirarsi sempre a ciò che si vive in quel dato momento: lavoro, rito, amore, affermazione di diritti, critica del potere. Il nostro lavoro drammaturgico che modifica il testo (eliminando tutti gli elementi esterni alla famiglia) cercando di non tradirne la sostanza, ci ha rivelato un’opera dal linguaggio e dalla struttura piena di spunti musicali e ritmici sorprendenti. Leggendolo, abbiamo colto una metafora attualissima della dialettica oppressiva tra potere immobile e arte, possibile fonte di cambiamento. Questo ci ha costretti ad una riflessione sulla nostra situazione attuale in cui il teatro stesso rischia di scomparire, soffocato dai tagli, dalla politica, dalla televisione; ma proprio questo ci fa credere che sia ancora utile fare teatro e innalzare un canto di dissenso al di sopra del vuoto in cui a tratti sembriamo essere precipitati. “Il Rosario” è così diventato una partitura musicale che va dal parlato all’ intonato, dalla parola al canto: un viaggio che attraversa tutta l’Italia tra composizioni originali e canti della tradizione orale che scandiscono lo scorrere del tempo.

Nell’idea dell’essenzialità del rito, abbiamo scelto di mettere in scena pochi segni, dare valore alla luce, per lasciare spazio al gesto, alla parola e alla musica.

Leave a Reply

Your email address will not be published.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.