La Comèdie, Il Purgatorio, 649-688(Versi finali)
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Cosi finisce il viaggio in Regno Medio,
un vero Purgatorio, lo confesso!
“Per quei peccati vi sarà rimedio?”
questo gli chiesi sotto ad un cipresso.

Quando prima si sbaglia, poi si sconta
con pene forse lievi o forse grandi,
in terra molto ardente e sol feconda
di pentimenti di dolori e pianti.

Com’eran tristi, prive di un sorriso,
tutte senza allegria e senza fiato,
non meritavano certo il Paradiso
che a chi sposò virtù hanno assegnato.

Quante le conosciute condannate
ad espiare e a dirci di aiutarle,
in triste attesa d’esser perdonate
e non autorizzati a confortarle.

Noi ce l’abbiamo fatta a traghettare,
io col mio Vate fummo fortunati,
ci indebolimmo quasi a barcollare
ma non finimmo tra i malcapitati.

Certo che bisognava un po soffrire,
m’ora si andava in Regno di splendore,
se a tante fu impedito di gioire
non fu però per stizza o per rancore.

La scelta è stata a lungo meditata,
e per tirare fuori i sassolini,
non c’è solo una virgola inventata
son veri avvenimenti con casini.

E quando non saremo in queste piazze ?
chi narrerà le gesta giovanili?
chi accennerà a tutte le ragazze
che a volte ci corrosero le bili?

Noi lasceremo agli altri il tetimone
felici di una storia interessante,
fatta di azioni semplici ma buone;
di una stagione bella ed esaltante.

Irruppe quest’ironia e dolce e amara,
per rendere perpetui quei momenti,
per ricordar dei grandi Pagliarara
gli anni indimenticabili e ruggenti:

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