La Comèdie, IL purgatorio, 609-648
Condividi questo post

E salivamo riprendemmo il viaggio
forse s’intravedeva già la vetta
ma no ! fu l’immancabile miraggio;
c’era l’arena di XXXXX XXXXXXXXXX.

E proprio al centro della grande arena
tipica di Granata e no Siviglia,
fu destinata ad espiar sua pena
perchè non scelse bene “chi si piglia”

Il caso conoscevo e lo pensavo
perchè fu candannata in Purgatorio,
anche al Maestro, come sempre bravo
l’atto purificante fu notorio.

Nei giorni collegiali fu indecisa,
tergiversò, si bevve le sciocchezze,
avrebbe avuto appresso vita intrisa
di giorni tristi e forse di amarezze.!

C’è chi lo sa, di come fosse incerta
a fronte d’infiorata ininterrotta;
perchè non la sfondò la porta aperta?
era vinta in partenza quella lotta!

Ora in quell’arena afosa e piatta
senza nessuno a farle compagnia,
sperò non la prendessimo per matta,
e noi fissando disse “così sia !”.

S’aprono gli occhi se si va a raccolta !
tra gli alberi si sceglie quello giusto,
e se non è così, poi, qualche volta
prima t’illudi poi provi disgusto.

Fu amaro constatar come finisce
quando dinnanzi al vero non si pensa,
la gioia finta presto si svanisce
t’accorgi come pesa quell’assenza.

Ma era legge ahimè, del Purgatorio
di non lenir nè pena nè peccato,
il Vate diede conforto al fu Calorio
perchè gli parve molto emozionato

e disse: “Resta solamente un breve tratto
speriam di non avere alcun bisogno,
metti alle tue spalle il triste impatto,
domani ricomincia un altro giorno.”

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.