La Comèdie, Il Purgatorio, 569-608
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Come ad esempio in quella bella Estate
che franco franco sei arrivato a lei,
“un’altra delle dolci mie sbandate
con momenti alti e pur con….nei”

io la ringrazio per sua meraviglia
e per coraggio e per attaccamento,
peccato per l’odioso parapiglia
dopo l’incontro mesto di Agrigento.

“Cara XXXXXXXX, sono dispiaciuto
che ti hanno destinata al Purgatorio,
forse in un certo senso l’hai voluto
niente ti venne reso obbligatorio.

“Vede Maestro, nulla potei farci
io non l’ho lasciata scappar via,
manco mi diede il tempo di pensarci
al massimo e di getto una poesia.”

E tu ! che come me fosti sportiva
e che dal cuore mi fuggisti lesta
perdona ogni parola se cattiva
pensa come fu bella nostra festa!

Eri già destinata al mio diario
e poi, senza di te che Purgatorio?
ti salutiamo, siamo fuori orario
ci aspetta un faticante promontorio.

Io col Maestro allor ti congediamo
abbiamo da finire la scalata
ogni qualvolta sembri che arriviamo
ci si presenta scena inaspettata.

“Quando finiran st ‘incontri amari”
quasi sbottando mi gridava il Vate
“qui pagano prezzi molto cari,
furono proprio tanto esagerate?”

“Caro Maestro i giorni di Palermo
furono di dolcezza e tempo bello,
andati via da li tornò l’inverno
e non ho colpa se finì a bordello”.

“Andiamo su ormai è volta giusta
dimentica e preparati al sorriso,
comincio a preparare la mia busta
per chi mi sostituisce in Paradiso.

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