La Comédie, Il Paradiso, 469-508
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in Purgatorio poi, non ne parliamo !
di quelle destinate a sofferenza,
visto che siamo noi e ne discettiamo
“non hai sbagliato a non aver clemenza”.

“E questo ho fatto, s’era nel destino,
son riuscito a farmene ragione”
Lei si compiacque fece un risolino
e fecemi arrosire d’emozione.

Poi continuò col suo giudizio,
splendida e imparziale nel commento,
senza considerare come un vizio
che di mirarla tanto fui contento.

“In questo regno, invece, bella gente
che che i peccati li rifugge,
sii come loro tieniti prudente !
perchè se sbagli, pena ti distrugge”

“Bene, io so qual’è la situazione
e causa della gloria per gli amici,
chissà s’è pronta qui la mia stazione
e se si avvererà quel che tu dici ?”

“Certo che anche a te daranno un posto,
e prescindendo anche dal mio aiuto,
son certa che dall’Alto han già disposto
dopo sapremo quello che han voluto”

Parlavano i suoi occhi e non sua bocca
non nego che l’ho assai desiderata,
in quei momenti qualche cosa scocca
se sai d’avere accanto donna amata.

E in quel baleno vennemi alla testa
quanto mi aveva detto il vecchio Vate,
che disse di occhi verdi e di tempesta
e pur di sofferenze e gioie andate.

Però io non soffrii con Beatrice,
anche se fu gran luce che t’abbaglia,
dimenticai il discorso d’appendice
e più non volli aprire quella maglia.

Quella sua chioma lunga e il volto fine
giocavano col vento che aleggiava,
e quando camminava a me confine
ancora e ancora più mi trascinava.

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