La Comèdie, Il Paradiso, 433-468
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Anche il cielo appresso fu solenne

sembrava un monumento alla cultura,
pieno d’amanuensi,tomi e gemme
con una grande sala di lettura,
e su cattedra austera ci accorgemmo
che XXXX era di fronte a commissione
a quel suo bell’esame vi assistemmo
certi che avrebbe fatto un figurone.
Si abilitava quindi a conquistare
un posto con i Pagliar cui sperava,
entrava con onore a pagliarare
sapendo ben che dritto si filava !
e quando fu promosso la valletta
gli diede fiori ed anche un bacio in fronte,
la Guida confidò d’avere fretta
e lo esortò a non rompere quel ponte.
Ed io gli dissi: ” Tu da ora in poi
gli anni di studio manco li vedrai
impegnati sul serio che lo puoi
che presto tutto e ben supererai”.
Ci ringraziò e chiese di scappare,
…..qualche missione cominciata,
noi ci rimettemmo a traghettare
e commentammo le emozioni andate.
“O mio protetto mettiti a sentire,
visiteremo ancora luoghi belli”
e mi sembrò di nuovo di finire
ad ascoltar signora dei castelli !
“Sappi,-mi disse- che nei regni andati
vedeste chi smarrì la strada giusta
non ti doler se tutti condannati
a pene grandi e a sopportar di frusta,
nel primo quelli privi di bel gusto,
quelli cioè sbandati e incerti;
te lo avrà detto bene il Gran Vetusto
che furono grandissimi inesperti.

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