La Comèdie, Il Paradiso 309-344
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Era finito il giro d’altro cielo

dove tanto splendor tagliammo a fette,
e visto che  mi fissava Le rivelo
le idee che nel cuor stavano strette.
“O protettrice” dissi, “te ne accorgi
come risulta a tutti nostra intesa ?
se non ti par cosi allora insorgi
continuerò a giocarmela in difesa”
E seguitammo e dopo un po si ferma
per ammirare altra meraviglia
di quelle grandi ! n’ebbimo conferma
per dare ancora corda a nostra briglia.
Scala di seta in alto ci condusse
Con Lei che comandava l’andatura,
l’altezza ormai fu tale che ci indusse
a calcolarci bene ogni misura
era più che normale la cautela
anche s’era piacevole salire
come se ci trainasse barca a vela
come di un coro angelico il sentire.
E finalmente al cielo che seguiva !
con tutto ordinato e luccicante
un velo si squarciava e si scuciva
fu una visione proprio emozionante.
Un bel castello nobile e incantato
con grandi merli e torre decorata;
rimasi sbalordito ed estasiato
tanta magnificenza fu impensata
Guardai pure il suo viso dolcemente,
anzi la strinsi al petto senza inganno,
si intenerisce e torna sorridente
subì emozione, certo non malanno !
Manco pareva di essere viaggianti
ma visitatori fortunati
per vivere quei luoghi e quegli incanti
dal Padreterno bene destinati !

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