La Comèdie di Angelo Guaragna ( Il Purgatorio-521-556)
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Io l’ascoltai ma quei lamenti
pareva che sfondassero il cervello
e non volevo avesse quei momenti
in cui mutava in brutto tutto il bello,

quindi continuai a camminare
tranquillo per averlo assecondato,
ed ecco che ci apparve un grande mare
con onde alte, lugubre, agitato.

e in mare grosso solo una barchetta
e che remavan XXXXXXX e XXXXXXXX
a prua anche XXXXXXX con XXXXXXX
e nostra vista parvegli la manna

Anche alle Pagliarine un grave peso?
e perchè mai ? boh ! chi ci capisce
io quasi quasi mi sentii offeso
ed al Maestro nulla si carpisce.

Portavano conforto a peccatrici
o a consolare qualche sventurata?
Quelle erano isole infelici
chi gli assegnò la triste traversata?

Lui mi tranquillizzò, divenne buono
mi disse “non gravi i lor peccati
erano là di certo non per dono,
forse per dei cavilli trascurati”.

“Non ti dolèr che rivedràn le stelle.
cos’è questo puntiglio partigiano ?
Le loro pene sembran caramelle
remano in mare aperto e no in pantano!”

“E meno male!” gli risposi pronto
ci vuole il giusto metro nel giudizio,
non pare il caso di menàr confronto
tra chi deviò e chi non ebbe vizio.

Insomma ci fu disputa verbale
stavolta tra docente e tra discente.
e intanto s’era fermato il temporale
e fu silenzio non successe niente.

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