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panprama1Sullo stesso territorio di Cattolica Eraclea sin dai tempi remoti sono sorte e morte diverse città ed importanti civiltà, grazie anche alla fertilità del suolo e alla navigabilità del fiume Platani. Reperti archeologici rinvenute nelle diverse località e notizie storiche testimoniano la presenza di antiche città tra le quali ricordiamo: Makara (lungo il fiume Platani tra il 1500-1300 a.C.), Minoa (lungo la foce del Platani nel II° millennio a.C.), Heraclea (VI° secolo a.C.), Inico e Camico (lungo il fiume Platani, Montesara e Giudecca tra il 1200-1100 a.C.), Ankrina ( Montesara, Collerotondo nel 396 a.C.), Crasto (lungo il Montesara nel periodo sicano), Capitis Disii (contrada Aquileia nel I° secolo a.C.), Platani (colle della Giudecca tra il VI° e VII° secolo d.C.), Monforte (lungo il Principotto nel 1400), Ingastone (tra la fine del 1500 e i primi del 1600), fino ad arrivare nel XVII° secolo all’odierna Cattolica.

Il 24 maggio del 1610 nasce ufficialmente “la Cattolica” in seguito all’approvazione della Licentia Populandi, concessa a Blasco Isfar et Corillas dal viceré Duca di Escalona.
Blasco, ideatore e fondatore, chiese il permesso di poter chiamare il nuovo paese Cattolica, per attirarsi la simpatia della “Maestà Cattolica” e nello stesso tempo per sottolineare l’impegno di adoperarsi a cancellare definitivamente dal territorio le ultime tracce di insediamenti urbani delle comunità saracene che erano di fede musulmana.
Nell’anno 1611 Blasco donò al figlio Francesco la terra di Cattolica, e nell’anno 1612 arrivò la definitiva approvazione del Re di Spagna Filippo III e quindi fu sancita e ufficializzata la nascita di Cattolica. Nello stesso anno venne eretta a baronia. Nel 1615 Filippo III elevò a ducato la baronia di Cattolica conferendo il titolo di duca a Blasco, poichè il figlio Francesco era morto nel 1614. Successivamente il titolo di duchessa fu ereditato dalla figlia Giovanna, la quale fu nominata principessa nel 1620.

Durante i primi secoli di vita, il territorio di Cattolica cominciò ad ingrandirsi sia in estensione che come numero di abitanti. La Signoria di Cattolica, a seguito del matrimonio di Giovanna, figlia di Blasco con Vincenzo Del Bosco, duca di Misilmeri, passò prima ai Del Bosco, e poi ai Bonanno.
Il 9 aprile 1874 con deliberazione del consiglio comunale e successivo regio decreto n. 1953 del re d’Italia Vittorio Emanuele II, datato 31 maggio 1874, al nome di Cattolica venne aggiunto quello di Eraclea.
Durante il primo secolo di vita a Cattolica cominciarono a trasferirsi contadini, pastori ed artigiani, provenienti dai paesi vicini, che contribuirono ad aumentare la popolazione.
Sotto il principato di Francesco del Bosco furono istituite diverse Congregazioni che avevano il compito di amministrare lasciti, donazioni e curare gli affari della Chiesa.

Nel 1600 si cominciò ad estrarre sale dalla miniera di salgemma sita in contrada Salina. Tra il 1650 e il 1663 un gruppo di pari gesuiti si fecero promotori di trasferire il calvario dalla zona detta “Signore dimenticato” all’attuale sito del colle San Calogero. Gli stessi Gesuiti si fecero promotori anche dell’organizzazione delle sacre funzioni del Venerdi Santo, in seguito affiancati dalla Confraternita delle Sacre Piaghe di Gesù fondata nel1675.
Nel 1700 si ebbe un grande fervore religioso con la fondazione di numerose chiese, tra le quali la Chiesa Madre dello Spirito Santo ed in particolare il Collegio di Maria istituito dalla principessa Giovanna Isfar all’interno della casa baronale, che aveva il compito di accogliere i bambini trovatelli e provvedere alla loro istruzione.
La popolazione continuò ad aumentare. Il paese si incrementò di nuova forza umana formata da artigiani, agricoltori e commercianti. Si iniziarono a costruire le prime abitazioni sfruttando le risorse locali quali le cave di pietra e di gesso.
Il 1800 fu caratterizzato da una serie di rivolte.

Le condizioni economiche e sociali del paese erano sull’orlo del collasso. La popolazione contava circa 5000 abitanti e le risorse economiche erano insufficienti a poter soddisfare le necessità della gente. L’oppressione dei baroni veniva esercitata con prepotenza creando malcontento generale tra la popolazione. Furono raddoppiate le tasse sul macinato e sui poderi ed il salario era molto basso. Tutti questi elementi portarono la gente all’esasperazione e di conseguenza furono organizzate diverse rivolte che sfociarono anche nel sangue. I popolani assaltarono il palazzo comunale e vennero bruciati tutti i registri delle tasse. La reazione da parte delle autorità fu spietata. Tutti i rivoltosi che parteciparono alla sommossa vennero catturati e rinchiusi in prigione.

Agli inizi del 1900 il paese era amministrato da esponenti dell’aristocrazia locale. Ma ben presto gran parte del ceto medio-borghese riuscì a spezzare il monopolio del potere, risvegliando la coscienza del popolo e quindi cominciò ad affermarsi il ceto dei cosiddetti “Burgisi”. Diversi contadini cominciarono ad acquistare direttamente piccoli appezzamenti di terreni da coltivare, sufficienti per provvedere al mantenimento della propria famiglia.
Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale privò il paese della maggiore parte della gioventù recando danno all’economia del paese.
Durante il ventennio fascista furono costruite diverse opere di pubblica utilità tra le quali il serbatoio idrico, la rete fognaria, la G.I.L., e venne anche migliorata la viabilità interna e alcune strade di periferia.

La caduta del regime fascista, l’entrata in paese degli americani il 18 luglio del 1943 e la fine della Seconda Guerra Mondiale, lasciarono in paese un quadro allarmante di miseria e crisi sociale della popolazione. Sul finire degli anni 40 Cattolica vide nascere un particolare fermento politico e culturale con la costituzione dei primi partiti politici, da un lato di ispirazione cattolica e dall’altro quelli di indirizzo social-comunista. Le due fazioni politiche nel marzo del 1946 diedero vita alle prime elezioni comunali che si svolsero in un clima dai toni aspri e duri.

Dopo lo svolgimento delle prime elezioni politiche, il popolo cominciò a chiedere i propri diritti. Si costituirono le prime cooperative agricole formate da contadini, i quali iniziarono a manifestare segni di insofferenza e malessere contro i latifondisti chiedendo l’espropriazione delle terre da coltivare e la divisione dei grandi feudi. Furono organizzate diverse manifestazioni di protesta contro gli agrari, le cosiddette “cavalcate”. La proteste dei contadini si fece più incessante, i più esagitati assaltarono il palazzo del marchese, dove i contadini distrussero mobili e suppellettili del palazzo. Diversi manifestanti furono arresati e condannati. La lotta per la conquista delle terre fu dura e si registrarono anche attentati e uccisioni.
A partire dagli anni 50 cominciò il triste fenomeno dell’emigrazione verso il Canada e gli Stati Uniti d’America che fece diminuire fortemente il numero della popolazione. Successivamente l’esodo si indirizzo verso il Nord Italia e la Germania.
Negli ultimi quarant’anni il paese comincia a cambiare aspetto. Dal punto di vista urbanistico furono sistemate le due piazze principali, le strade interne, costruite le scuole elementari e medie, potenziati gli uffici pubblici, ristrutturate la rete fognaria e quella idrica. In seguito sono sorte la cantina sociale ed il mandorlificio che caratterizzarono l’economia locale del tempo.

Furono anche costruiti un moderno centro sociale, il centro diurno per anziani, un nuovo serbatoio idrico, moderni alloggi popolari, la piscina comunale ed un polivalente palazzetto dello sport. Mentre nel settore economico sono sorte una serie di attività edili, commerciali ed artigianali fino ad arrivare ai giorni nostri.

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