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Negli anni ’60, nonostante fosse ancora in corso il fenomeno della grande emigrazione, Cattolica Eraclea (AG), aveva la stazione ferroviaria funzionante, un’attiva miniera di salgemma con un giacimento tra i più grandi d’Italia, tre parrocchie, diverse rettorie e dieci chiese.

In paese lavoravano diversi fabbri e tanti falegname, Vi era un’importante produzione di mandorle, di olive e in seguito anche di uva. Esistevano, infatti, diversi trappeti.e poi sorsero un mandorlificio e la cantina sociale: Delle piazze e del suo bel centro storico abbiamo sempre parlato, ma,allora, vi erano anche una sezione carceraria, un piccolo presidio ospedaliero e la Pretura. Con un velo di nostalgia, parafrasiamo Hemingway e diciamo che di tutto ciò,sono rimasti i vecchi e il mare…..

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