DITE LA VOSTRA. “Improvvisa-mente” si cambia?! – Di Maurizio Miliziano
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Qualcuno una volta mi disse “Quando la situazione è seria si chiama l’esperto”. “Quando la situazione è seria e confusa si chiede consiglio al vicino di casa o, al primo che incontri per strada”. Ho Provato a chiedere consiglio a un non esperto. Sto parlando della modifica degli assetti istituzionali in Italia. Sto cercando di esplicare l’”improvviso” cambio di registro istituzionale in Sicilia. Una sorta di “patto di linguaggi”, vale a dire, mettersi d’accordo su alcune parole chiave che riguardano la sospensione dell’assetto dei poteri locali in Sicilia. Situazione Siciliana che si trova tra la serietà e la confusione. Dicevo, ho provato a chiedere consiglio a un non esperto cercando appunto, un punto di sintesi tra la serietà che impone l’esperto e la confusione che impone un non esperto.

Noi ci troviamo in una condizione di sospensione dell’assetto. L’assemblea regionale siciliana (ARS) adottando questa straordinaria prospettiva di riforma, non abbia ancora compreso, ma comprenderà nelle prossime settimane, il peso che si è messa addosso. Mi auguro, è sono certo, che l’assemblea riuscirà a superare questa confusione con la giusta informazione che spero saprà trasmettere.

Nella storia dell’Autonomia siciliana, non c’è stato mai un periodo nel quale si è trovata nella condizione riformatrice come oggi. Quella che si è messa in moto non è l’eliminazione di un presidente della provincia piuttosto che un altro, o il ricevere una medaglietta in più per un partito a discapito di un altro partito. Quella che si è messa in moto è una riforma completa dell’amministrazione locale in Sicilia. Basterebbe questa affermazione per dire come il riferimento alla parola “liberi consorzi” è come quello che dice ad esempio: “risolviamo il problema con un’email o con un fax”. Ma nel fax “cosa” c’è scritto? Non si risolve il problema così, se, non si affronta il problema del “cosa” devono fare i liberi consorzi, come organizzarsi, quali rappresentanze devono esprimere etc… Ci troviamo davanti ad una straordinaria stagione di riforme ed io mi sento un inguaribile ottimista davanti a questa scommessa istituzionale che sta affrontando per la prima volta la regione siciliana dal 1946. Proviamo a seguire i consigli del non esperto di buon senso:

Primo. Tutti questi governi sullo stesso territorio? Ma è mai possibile che su ogni metro quadrato ci siano tutti questi amministratori che governano? Allora, credo, che l’indicazione che bisognerebbe dare è: un governo per un territorio! In questo modo i liberi consorzi potrebbero vacillare. Ovviamente se vacilla la provincia i liberi consorzi non anno lunga vita.

Seconda riflessione. Un tempo si discuteva: “il comune si occupa dei servizi alla persona, la provincia si occupa dei servizi reali”, credo che sia saltato questo schema data la situazione attuale complessiva del nostro Paese.

Terza riflessione. E’ possibile immaginare che sul territorio ci siano più governi del tema “istruzione”? E’ impossibile e inimmaginabile che ci possa essere una diversità di governo della scuola media rispetto alla scuola superiore. E’ incredibile come un asilo si trovi staccato geograficamente dalle elementari, come la scuola media sia staccata dall’istituto superiore, sto parlando di plessi scolastici dislocati anzicchè uniti. In tutti i paesi del mondo nello stesso plesso scolastico trovi l’asilo nido ma anche il liceo. Vogliamo renderci conto di quale spreco e costi generali in più, senza parlare dell’appesantimento che comporta per le tasche delle famiglie per accompagnare un figlio ad una scuola che si trova collocata in un punto x o in un punto y.

Vi sembra normale che le funzioni per il turismo vengano esercitate da centinaia di uffici periferici con la conseguenza che tutto si fa tranne che promuovere il turismo?

Vogliamo parlare dello sport? Che senso ha avere sullo stesso territorio impianti sportivi comunali e impianti sportivi provinciali. Non c’è mai stata una sana distinzione tra pubblico e privato. Il pubblico quando si presenta lo deve fare in maniera omogenea.

Vogliamo parlare dello sviluppo economico, vogliamo parlare delle infrasrtutture? Che senso ha che per la sistemazione del viadotto verdura ci debba essere l’ente comune e l’ente provincia. Una cosa è certa: non si possono avere più soggetti di governo sullo stesso territorio.

Il tema di fondo è che la nostra speciale autonomia continua a portarci da “castello della specialità” ad una prigione che impedisce i rapporti con il resto del mondo. Talvolta taluni deliri di onnipotenza rischiano di farci trovare fuori dal mondo. Pretendiamo di essere l’ombellico del mondo e scopriamo che invece siamo fuori dal mondo!

Spesso la Sicilia quando partecipa agli incontri istituzionali sembra quasi che venga invitata per “rispetto” non per DIRITTO.

Quello che ci aspetta è un tema esaltante di riforma ma la domanda è: saremo adeguati rispetto alla sfida che andremo ad affrontare

2 Responses to "DITE LA VOSTRA. “Improvvisa-mente” si cambia?! – Di Maurizio Miliziano"

  1. Maurizio miliziano  28/03/2013

    Caro Nino, un affettuoso abbraccio. Aggiungo una ulteriore domanda: chi si “accollerà” i mutui contratti dall’ente provincia? Dal primo gennaio 2014 entrerà in vigore (per alcune città capoluogo già funziona ad es Firenze ) d.l. che istituzionalizza le città metropolitane. Mi riservo di pubblicare il testo a breve. Intanto auguri per una buona Pasqua di “resurrezione” foss’altro per “ripartire”

  2. nino miceli  28/03/2013

    Concordo in pieno. Ho l’impressione che si sia voluto accellerare i tempi per fare un piacere ai grillini ed allo stesso tempo per varare un’operazione di facciata, senza considerare prima le questioni che tu brillantemente hai sottolineato. Fermo restando che è essenziale ed improrogabile un taglio netto e deciso ai costi della politica,essendo io stesso un dipendente provinciale, mi permetto di aggiungere una mia personale considerazione: che fine faranno i circa 8.000 dipendenti provinciali in forza alle varie Provincie? Transiteranno nei Consorzi, nei singoli comuni o saranno licenziati? Che fine faranno tutte le “partecipate” delle varie Provincie? Che fine farà quindi il Polo Universitario di Agrigento? Non sarebbe stato meglio prima affrontare e risolvere tutti questi aspetti e poi eventualmente procedere alla riforma?

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