Don Mimmo, cattolicese di nascita è stato ordinato sacerdote nel 1987. 

 

da famigliacristiana.it

L’ex parroco di Lampedusa racconta in un libro i tre anni vissuti sull’isola “porta d’ingresso” verso l’Europa per i migranti e sprona all’accoglienza: «In futuro saremo orgogliosi di sentirci dire: “Gli italiani ci hanno salvato”»

«Il mio pensiero sull’accoglienza nasce da due provocazioni. Da un lato, l’evento luttuoso, reiterato più e più volte e ancora attualmente in corso nel mare: nell’acqua gelida annegano persone, uomini e donne, dopo che magari hanno visto andare a fondo il proprio bambino. Dall’altro lato, c’è un pensiero che mi scuote in modo altrettanto dirompente: a naufragare con loro, siamo anche noi. E questa seconda sfida alla riflessione e al dialogo si basa sul fatto che proprio “il Papa che arriva dalla fine del mondo” costantemente ce lo ricorda e ci sprona: proviamo a salvarci insieme?».

Don Mimmo Zambito, sacerdote agrigentino che oggi lavora come giudice al Tribunale ecclesiastico diocesano, è stato parroco a Lampedusa fino al 2016 e il suo contributo al dibattito sui migranti che approdano, spesso con esiti drammatici, sulle nostre coste è carico di molteplici provocazioni. Si tratta di una riflessione su «accoglienza e vita, respingimento e morte», che parte da un’esperienza concreta e da un punto di vista davvero esiguo e remoto: Lampedusa. «Ma d’altra parte», spiega, «solo da questo lembo di terra completamente circondato dal mare si capisce veramente il tema della migrazione e ci si può fare un’idea adeguata delle motivazioni e del significato di questi approdi nella nostra patria. Lampedusa non può non accogliere. Qui la legge è una sola ed è applicata senza nessuna incertezza: chi è in mare e chiede aiuto viene soccorso»……

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