Non solo studenti in cerca di fortuna o giovani manager. A Londra, ultima spiaggia della crisi italiana, son sbarcati anche Liborio, Caterina, Domenico, Annamaria, Santo e Melinda con i rispettivi figli. Ben tre famiglie cattolicesi andate via dalla terra natìa  e  sbarcate nel Regno Unito: famiglia Emanuele, famiglia Termine e famiglia Maniscalco. Qui forse avranno una possibilità…. Addio Italia: se è vero (e le stime sono quelle dell’ambasciata) che ogni due giorni a Londra atterra un aereo carico di connazionali per sommarsi agli oltre 500mila presenti in città. Persone prive di altre vie d’uscita. I nostri compaesani sono arrivati a Londra meno di un anno fa e hanno già trovato un’ occupazione.

“Ho 48 anni e ho trovato lavoro senza pregare a nessuno – ci dice Liborio Emanuele – ormai nella mia terra non c’è piu spazio per il lavoro. A Cattolica Eraclea facevo il muratore e con la crisi, l’edilizia è quasi scomparsa. Da qui riparte la mia vita, una nuova avventura, sopratutto per dare dignità alla mia famiglia e non fargli mancare niente – continua Liborio. Del mio paese mi manca il clima, le chiacchiere da bar e i miei amici.”

Liborio, al momento, sta lavorando in una ditta di marmi.

Santo Maniscalco, l’altro capo famiglia, è stato il primo  ad andare in Inghilterra.

 “All’inizio – racconta Santo – è stato difficile per via della lingua, per la famiglia lontana e per la mia amata Sicilia . Adesso sono chef in un ristorante italiano mentre mio cognato Domenico Termine fa il pizzaiolo in un ristorante italiano. Mio nipote Pietro Correnti è responsabile di un punto vendita Samsung e mia nipote Dalila sta iniziando il college di Medicina”.

Una volta era la Germania terra per gli emigrati in cerca di un futuro e di un lavoro, adesso non ci sono più punti di riferimento. Molti cattolicesi negli ultimi dieci anni hanno lasciato il proprio paese per una destinazione migliore, tra di loro tantissimi giovani. Ogni giorno che passa ci accorgiamo del deserto che si  stà delineando a Cattolica: è una situazione, purtroppo, irreversibile. La nostra comunità si spopola a ritmi vertiginosi: rispetto ad appena 10 anni fa, Cattolica Eraclea ha perso il 22 per cento della sua popolazione residente con 1.000 e passa abitanti in meno.