Tra i grandi artisti nativi di Eraclea è doveroso ricordare la figura di Zeusi, vissuto tra la fine del V secolo a. C. e la prima metà del IV. Di lui ci parlano alcuni storici e lo definiscono come uno dei più grandi artisti dell’antichità per l’originalità dei temi trattati e per la bellezza delle figure dipinte e scolpite. Gli storici ci hanno tramandato che Zeusi un giorno si è presentato ad Atene per partecipare a una mostra di pittura (la Quadriennale) ed è apparso conciato in strano modo:
“Strano personaggio con cavalletto, pennelli e colori, avvolto in una preziosa tunica su cui era ricamato in oro il nome del titolare: Zèusi di Eracleia. Agatarco lo sfidò ad improvvisare un affresco su due piedi per vedere chi, di loro due, faceva prima. Zèusi rispose: Tu certamente, che puoi mettere la firma su qualunque sgorbio. La mia è riservata ai capolavori.

Zeusi è ricordato, inoltre, per la sfida con un altro grande pittore: Parrasio. In quest’occasione espose una natura morta: dei grappoli d’uva. Si racconta che i grappoli erano così verosimili da indurre gli uccelli a beccarli. È stato l’autore delle seguenti opere, che purtroppo non ci sono pervenute: una raffigurazione di una famiglia di centauri, il dipinto per il tempio di Hera di Crotone, raffigurante la bellissima Elena, un’opera dedicata a Zeus e agli altri dei dell’Olimpo, una figura di atleta, un Ercole bambino che uccide con le mani un serpente e tante altre opere meno note, tra cui delle sculture di teste dalle grandi forme. A Zeusi sono stati pure attribuiti il conio delle monete di Eraclea e alcuni vasi fittili istoriati.

Dal sito lorenzogurreri.blogspot.com